“Al primo viaggio si scopre, al secondo ci si arricchisce.”
Proverbio Tuareg
Monteleone di Spoleto sorge su di un poggio situato a 968 s.l.m, nel comprensorio della Valnerina. La sua posizione strategica di “castello di confine” gli ha fatto guadagnare nei secoli l’appellativo di “Leone degli Appennini”. Inserito tra i “Borghi più belli d’Italia” dall’omonima associazione, Monteleone di Spoleto è la scenografia ideale per una Pasqua lontana dagli itinerari tradizionali. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo e scopriamo insieme 3 cose da fare in questo angolo di Umbria per il ponte pasquale.
1) Passeggiare per la “Via del Ferro”
Lo sfruttamento delle risorse minerarie presenti sul territorio risale sicuramente al periodo medioevale e verosimilmente alla dominazione romana della Valnerina. Il più importante giacimento dell’area è situato alle pendici del monte Birbone ed il suo sfruttamento è documentato e datato al tempo del pontificato di Urbano XVII secolo. Il minerale estratto, veniva trasportato con “barrozze” ed animali da soma nella ferriera di Ruscio, inaugurata nel 1641, unica dello Stato della Chiesa. Le acque del fiume Corno, canalizzate presso il ponte delle ferriere, erano utilizzate per il lavaggio dei minerali e per la fusione del ferro. Secondo la tradizione, dai giacimenti di Monteleone di Spoleto fu ricavato il materiale ferroso con cui furono forgiate i cancelli lateriali della Basilica di San Pietro e quelli che chiudevano il Pantheon a Roma, poi successivamente trasportati all’Abbazia di Casamari.

2) Esplorare il centro storico
Il borgo – cinto da solide mura, baluardi, torri di vedetta e porte – conserva al suo interno l’urbanistica dei fortilizi di epoca medioevale e rinascimentale con palazzi gentilizi, umili case e chiese che si affacciano indistintamente su vicoli e piazzette. La roccia locale, bianca e rossa, frammentata in pietra e diversamente lavorata, ne marchia l’architettura. Oltre alla fortificazione esterna, sono di pietra la Torre dell’Orologio, i santuari, i muri a secco ed i cippi di confine, a testimonianza della storia e della laboriosità di chi, fin dall’antichità più remota, ha vissuto ed abitato in questo angolo di Valnerina. Lasciato all’interno del castello il ricchissimi patrimonio di superficie e varcate le mura con lo sguardo rivolto alla valle è possibile scoprire un mondo che racchiude, quasi mimetizzate, altre ricchezze storiche ed artistiche: la necropoli proto-villanoviana con 44 tombe a pozzetto e muriccioli a secco per uso di incinerazione, i santuari d’altura ed i giacimenti ferrieri.

3) Fare mountain bike e trekking alla scoperta dell’Oasi Naturalistica dei Monti Coscerno ed Aspra
Monteleone di Spoleto è inserito in uno degli angoli naturalistici e paesaggistici più gradevoli ed interessanti dell’Oasi Naturalistica dei Monti Coscerno ed Aspra, il quale si caratterizza per imponenti rilievi montuosi (fra cui si segnalano il Monte Birbone m.1502 ed il Monte Motola con i suoi 1573 metri), ricoperti di boschi ed intervallati da ampi pascoli e piccoli campi separati tra loro da siepi e filari arborati che, oltre ad ospitare interessanti microsistemi naturali ed una preziosa popolazione di uccelli insettivori, rappresentano uno degli esempi meglio conservati del sistema agricolo dei cosiddetti “campi chiusi“. Queste recinzioni naturali, già in essere nel Medioevo, oltre a difendere il raccolto dai ladruncoli che si aggiravano nei pressi dei borghi, sostenevano e rinforzavano, nei terreni accidentati, i ciglioni ed i fossi frenandone l’erosione e contestualmente proteggevano il frumento dal vago pascolo del bestiame.

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