Come Unigenito Figlio dell’Altissimo, Cristo era privo di peccato, dunque esente dalla necessità di essere purificato. Perchè, dunque, si fece battezzare? La domanda è inevitabile e, a tal riguardo, nell’iconografia sacra della Valnerina il tema artisto e spirituale del “Battesimo”, è particolarmente presente. Come accade per la circoncisione, avendo assunto la natura umana, pur essendo senza peccato egli apparteneva nella carne all’umanità peccatrice. Il battesimo nel giordano preludo al battesimo di sangue, l’ultimo ed il supremo cui il Cristo dovrà sottoporsi. Nell’Antico Testamento, i diversi gradi ascedenti del battesimo – per acqua, olio e sangue– prefigurano i tre battesimi del Redentore: il primo nel Giordano, il secondo sul Tabor nella Trasfigurazione, il terzo sul Calvario ai piedi della croce.

Dettaglio pittorico dell’Oratorio di S.Giovanni Battista, Caso.
Divinamente prescelto per fungere da Precursore del Messia, Giovanni nacque da una donna non più in età di generare. Nel ventre di sua madre Elisabetta, il giorno in cui Maria giunse a visitarla, Giovanni riconobbe la voce della Vergine, sobbalzò per la gioia ed Elisabetta fu colmata dallo Spirito Santo (Lc 1, 39-44). La santa missione del Precursore era stata annunciata dai profeti : <<Voce di colui che grida nel deserto: “Preparate la vita del Signore“>< e di loro, profeti dell’Antica Alleanza, il Battista è l’ultimo e il più grande. Il modo in cui annuncia il Regno messianico e la sostanza dell’annuncio ricalcano le parole di quelli che l’hanno preceduto. Personale, invece, è lo stile rude, diretto e spesso spietato – uno stile che riflette la dura scelta di vita- con cui Giovanni sfata la presunzione farisaica che l’essere figli di Abramo fedeli alla Legge è sufficiente a permettere din conseguire la remissione dei peccati.

Ingresso dell’Oratorio di San Giovanni Battista, Caso.
Nel vigore d’una matura gioventù, il Precursore è rappresentanto da Jacopo Siculo con l’emblema della croce, una croce ricavata da una delle canne del fiume Giordano, dove il Battista soleva battezzare. Le chiome ispide, riarse dal sole e dalla sabbia, lo sguardo severo e dolce, con indosso la veste di pelo di cammello, l’ultimo profeta indica la croce a segnalare lo scopo della sua missione terrena: spianare il cammino all’Agnello redendore. Allo stesso tempo il Battista sembra alludere al proprio destino il quale non si compirà sulla croce ma sotto l’ascia del carnefice, per il volere d’un re lascivo.

Il Precursore, Chiesa di S.Giovanni Battista – Vallo di Nera.
Secondo la tradizione il Battista nacque il 24 di giugno, sei mesi prima del Redentore: di lui non si festeggia il transito ma la nascita. La relazione fra il Precursore ed il solstizio estivo, nel calendario liturgico, si fonda su una frase pronunciata dallo stesso Giovanni : “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca>>. La “diminuzione”, in senso astronomico, è riferita al sole che, dopo l’apoteosi meridiana del solstizio d’estate, inizia a ridurre la sua permenenza nel cielo diurno fino al solstizio invernale. Questo giorno coincide con il giorno più corto dell’anno e con la notte più lunga ma, allo stesso tempo, segna l’inizio della graduale riduzione delle ore notturne e dell’allungarsi della durata del giorno. La nascita del Cristo-Sole coincide con la data del solstizio d’inverno: dies natalis Soli inuicti. In prossimità del medesimo evento astronomico, il 27 dicembre si situa la festa di Giovanni Evangelista.
La devozione popolare verso il Battista è ampiamente documentata nel Monteleonese: nella parte inferiore della Chiesa di San Francesco, è affrescato un ispido ed austero Battista coperto dalla veste di peli di cammello che gli giunge alle caviglie, intento a battezzare Gesù il cui corpo nudo traspare nelle acque del Giordano. Il volto del Messia è inscritto in un nimbo crociato. Attorno a lui nuotano pesci ed un’anguilla mentre un grosso pesce è intento a trangugiarne uno più piccolo, dettaglio naturalistico, come le nude rocce che inquadrano la figura del Cristo.

Il Battesimo del Cristo, Chiesa di San Francesco – Monteleone di Spoleto;
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